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Tempo fa' scrissi questa favola ...
La favola di Giorgino e Pinuzzo
Giorgino e Pinuzzo sono due amici che iniziano a suonare la chitarra per diventare famosi.
Giorgino é un metodico, si cura di tutti i fondamenti e ogni esercizio che studia si controlla nell’impostazione, il polso, l’avambraccio destro, le dita della mano sinistra ... e impiega 2 anni di studio per una applicazione corretta dei principi generali dell’impostazione.
Questo gli costa molta fatica, ma lui ci crede, china la testa e giorno dopo giorno lavora su se stesso per costruire il musicista che ha in testa di diventare.
Pinuzzo invece parte in quarta, compra una chitarra e subito inizia “sanguignamente” a studiare i lick più sfrenati.
Come conseguenza ottiene subito dei risultati “palpabili”.
Dopo due anni infatti ha già iniziato a fare i primi concertini. Gli amici lo adorano anche per questo.
Giorgino si sente nell’ombra, conosce solo studi, scale ed esercizi, ma continua a crederci.
E’ un muletto lungimirante, e questo lo rende forte di fronte alla fatica del doversi trattenere dai risultati immediati nei quali non crede.
Dopo 3 anni di militanza i due amici si ritrovano. Scoprono di essere entrambi grossi fan del grande chitarrista “John Speed Super Fast”, uno virtuosissimo.
Giorgino e Pinuzzo sentono che è giunto il momento di poter osare con qualcosa di più difficile e insieme iniziano a studiare uno dei suoi assoli più impegnativi, quello che ad un certo punto fa partire una scarica di sedicesimi a 180 di metronomo.
Non male! Ma ecco la sorpresa!
Giorgino non ha difficoltà, dopo un paio di mesi di studio tutto è O.K., il lick è a metronomo.
Pinuzzo ha dei problemi, oltre 160 non riesce ad andare. Ma questo non è l’aspetto più grave, il fatto è che il suono di Giorgino è più pulito, intelligibile.
Non c’é bluff, ogni nota è comprensibile e, meraviglia, sembra che possa spingere ancora di più.
Pinuzzo invece si inceppa, si irrigidisce e gli fanno male le dita se studia quel passaggio per 10 volte di fila senza fermarsi. Non sa spiegarsi il perché e pensa “Eppure sono allenato!” Caparbio com’è si mette ancora di impegno ancora e per 2 ore al giorno per altri 2 mesi, continua a suonare lo stesso lick, tutti i giorni, sabati e domeniche comprese, ci deve riuscire e ci mette tutto se stesso.
Risultato? Solo 168!
L’esecuzione è sempre sporca e la resistenza non è migliorata.
Nel frattempo Giorgino cosa ha fatto?
Ha preso in mano dell’altro materiale che si è letteralmente spolpato a gran velocità, perché ora è un treno lanciato in corsa.
Tutto è stranamente più veloce per lui (lo sarà sempre di più).
Ogni giorno diventa sempre più forte e il futuro è azzurro se continuerà a darci dentro.
La fatica ha premiato!
Tutte le favole hanno bisogno di un finale. Io sono per il lieto fine.
Giorgino diventa un grande chitarrista e Pinuzzo ... pure perché imparando la lezione data dai progressi fatti dal suo amico si mette il cuore in pace e ricomincia da capo.
Sebbene più tardi e con più fatica, anche lui ce la fa.
Per fortuna è un testardo che ha trovato la forza di riprendere.
Fine
Morale
Quando non ci si cura dei fondamenti, si arriva velocemente ad un punto inebriante (che innegabilmente porta soddisfazione istantanea) ... oltre il quale però è difficile progredire. Anzi è più facile arenarsi!
Che si chiami Tecnica, Improvvisazione, Armonia, Composizione o altro ... è necessario possedere solide basi per superarlo.
Queste si costruiscono in un solo modo: giorno dopo giorno.
Il lungimirante non crede nel risultato immediato, ma nelle piccole soddisfazioni giornaliere. Piccoli passi verso una propria meta ... minuscoli mattoni che costruiscono il proprio grattacielo.
Fai di te un Giorgino prima che puoi!
Donato
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