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Cosa vuol dire improvvisare?
Quando mi viene chiesto cosa vuol dire improvvisare rispondo: “Significa andare in bicicletta!” “Io adoro andare in bicicletta!” “E allora ti divertirai di sicuro! Improvvisare è come prendere una bicicletta e fare una scampagnata senza una particolare meta. Puoi decidere se girare il paese e godere di immagini che già conosci o scoprire la campagna attorno completamente nuova. Sta a te, perché sei il pilota. L’aspetto magico è che ciò che vedi oggi, appartiene solo ad oggi ed è irripetibile. Domani, anche ripercorrendo la stessa strada, vedrai altri paesaggi, e sarà una esperienza altrettanto unica. Così ogni nuovo giorno. Parlando del nostro strumento, tutto questo può accadere indipendentemente da quanto sei bravo: una diteggiatura sola può essere sufficiente. Però, più approfondisci, più ti diverti.

Indice delle domande
  • Quale è il metodo migliore per ottenere risultati nell’improvvisazione?
  • Quanto tempo è necessario studiare ogni singolo argomento?
  • E’ utile, per lo studio dell’improvvisazione, pianificare i propri studi?
  • Qual è la situazione mentale ideale per improvvisare e per studiare l’improvvisazione?
  • Perché, talvolta, mentre improvviso necessito di parecchio tempo prima di rendere al massimo? Mi sembra di iniziare veramente a suonare dopo la prima ora e non è una questione di riscaldamento.
  • Vorrei accelerare i tempi e imparare al più presto! Cosa devo fare?
  • Quale tipo di materiale mi conviene affrontare prima?
  • Quando improvviso faccio molti errori. Come mai e cosa devo fare?
  • E riguardo all’insegnante?
  • Quando studio l'improvvisazione devo interpretare?
  • Esiste una sorta di programmazione sullo studio dell’improvvisazione?
  • Cura le tre “T”
  • Sbattiti come un lupo siberiano!!!!
Quale è il metodo migliore per ottenere dei risultati nell’improvvisazione?
Farlo ogni giorno. Mi spiego meglio.
  • Puoi scegliere 2 argomenti e investire su ciascuno un’ora
  • Puoi scegliere 6 argomenti e investire su ciascuno 20 minuti
In entrambi i casi, i risultati sono simili e dipendono dal tuo sistema di apprendimento. Ciò che conta di più, è farlo OGNI GIORNO.

Quanto tempo è necessario studiare ogni singolo argomento?
Trenta giorni consecutivi. Facciamo un esempio pratico: hai intenzione di approfondire l’utilizzo delle triadi. 30 giorni è un periodo ottimale perché ti consente, sia di studiare l’argomento che inserirlo nella tua musica. (Diversamente non è possibile assimilarlo pienamente, come dice un detto americano “If you don’t use it you loose it”: se non lo utilizzi lo perdi).
ATTENZIONE: non ho detto che in trenta giorni hai imparato tutto ciò che era possibile, ma riesci a non stancarti e a trarre un buon risultato. Successivamente farai un’altro periodo di 30 giorni e così via.

E’ utile, per lo studio dell’improvvisazione, pianificare i propri studi?
SÌ. Lo studio programmato ha un valore inestimabile! In particolare se viene applicato all’improvvisazione. L’improvvisazione è un aspetto della musica libero e artistico. Non schematico quanto ad esempio la tecnica. Questo suo fascino “elastico e discrezionale” non deve essere confuso con la fase di studio. Proprio perché “sei libero” necessiti di preparazione. Con una minima programmazione è possibile: Ottenere risultati in tempi minori
  • Togliersi di dosso le “ansie” del il chitarrista bramoso e assetato di risultati chi- tarrosi. Queste ansie fanno male al corpo e non fanno vivere bene l’improvvisazione. Perché: ci vuole tempo ed è necessario accettare il proprio livello di preparazione
  • Valutare i propri progressi. Sulla base di una valutazione è possibile comprendere quali argomenti approfondire. Nell’improvvisazione i risultati migliori si ottengono lavorando sulle carenze
  • Capire come insegnare a se stessi. Con una pianificazione settimanale, già dopo qualche mese conoscerai il tuo ritmo di apprendimento e sulla base di esso fisserai obiettivi sempre più realistici. Diventando l’insegnante di te stesso, conquisterai indipendenza e fiducia
Consiglio 1: una volta stabilito il piano di studio, scrivilo su un diario di bordo.
Le cose scritte acquistano un valore più "ufficiale".

Consiglio 2: i progressi più importanti nell’improvvisazione avvengono solo in un modo: gradualmente e nel tempo.
Evita le indigestioni di argomenti in poco tempo, non portano a risultati duraturi.


Quale è la situazione mentale ideale per improvvisare e per studiare l’improvvisazione?
Non ci sono dubbi:
  • Concentrazione assoluta su ciò che stai facendo. Devi essere lì, in quel momento
  • Mente libera da ciò che NON stai facendo
Perché, talvolta, mentre improvviso necessito di parecchio tempo prima di rendere al massimo? MI sembra di iniziare veramente a suonare dopo la prima ora e non e' una questione di riscaldamento
E’ normale, succede anche a mia madre che sta imparando a suonare il pianoforte: si scoraggia e vorrebbe piantare tutto lì. Il motivo sta nel fatto che la mente necessita di tempo per scendere ad un livello più profondo di concentrazione per dare il meglio di sé. PIÙ SCENDE, PIÙ RENDE. Anche la mente ha bisogno di riscaldamento. Ma ecco un TRUCCHETTO per riscaldarla più velocemente: Acchiappa una nota e suonala per almeno 5 minuti concentrandoti unicamente sul suo suono. Se ti rompi le palle… la stessa cosa la puoi fare con un pattern di tre o quattro note. Semplicemente continua a ripeterlo. Vedrai che sarai già pronto!

Vorrei accelerare i tempi e imparare al più presto! Cosa devo fare?
Non avere fretta è l’atteggiamento migliore per apprendere l’improvvisazione. Datti da fare, studia quanto più ti piace, ma non avere fretta di arrivare. Per parafrasare un consiglio Zen: “se hai fretta e studi 2 ore al giorno ci vorranno 5 anni per imparare qualcosa, se hai fretta e studi 5 ore al giorno ci vorranno 10 anni per imparare qualcosa, se hai fretta e studi 10 ore potresti non imparare mai niente”. Avere fretta significa che la tua mente è proiettata nel futuro. Per quanto tu studi, non apprenderai mai abbastanza se la tua mente non è dove il processo di apprendimento ha luogo: nel presente, nel tuo studio.

Quale tipo di materiale mi conviene affrontare prima?
Scegli dapprima ciò che non ti riesce bene, a patto che
  • ti interessi realmente
  • che tu abbia modo di utilizzarlo subito nella tua musica
Quando improvviso faccio molti errori. Come mai e cosa devo fare?
Nell'improvvisazione gli errori generalmente sono di due tipi: diteggiatura o tecnica.
  • Ditaggiatura. E’ necessario avere ben chiare le diteggiature di scale, arpeggi ecc. Questo aspetto è palloso quanto il solfeggio parlato, ma c’è bisogno che dica che è importante?
  • Tecnica. E’ necessario avere tecnica. Quando la mente improvvisa, le dita devono essere in grado di andargli dietro improvvisando (pure loro) la diteggiatura adatta a realizzare quei suoni. Diteggiature magari mai viste. Senza una buona tecnica globale, nasce un limite tra pensiero e realizzazione. La tecnica può essere in alternata, in sweep… è tutto O.K. se sta dietro alla mente!
Detto questo, NON preoccuparti se non riesci ad ottenere tutte le note che vorresti e se qualche piccolo errore accade. Si tratta di improvvisazione e le cose vanno così, è l’unico modo.

E riguardo all'insegnante?
La guida di un buon insegnante è necessaria. Risparmi un sacco di tempo.

Consiglio 3: Chiedi sempre quando non riesci a capire! Non temere di fare domande stupide. Le domande stupide non esistono…viceversa le risposte sì. Ragioniamo: una domanda significa che non hai capito, quindi un motivo serio per farla c’è! Quindi è sempre seria. Un buon insegnante questo lo sa, e sa anche che una domanda è dimostrazione di interesse da parte tua, perché stai facendo uno sforzo per “chiarire”. Quindi sarà contento di risponderti.


Quando studio l'improvvisazione devo interpretare?
Assolutamente sì! Non aspettare che l’esecuzione sia tecnicamente perfetta.
Metti sempre tutta l’interpretazione che puoi sin dalle prime note, specialmente se ti viene con naturalezza e istintività.

Esiste una sorta di pianificazione dello studio dell'improvvisazione?
Le fasi principali sono 5:
  • Scegli un obiettivo a lungo termine e uno a breve termine.
    Come direbbe TOTO’ : per andare dove si vuole andare… bisogna sapere dove si vuole andare.
    Un esempio, un obiettivo a lungo termine potrebbe essere: imparare a improvvisare nel blues in un anno di tempo.
    Quello a breve termine potrebbe essere: utilizzare sommariamente la scala blues in una sola tonalità entro un mese.
    Per viverlo bene, senza stress, ti consiglio di suddividere questo obiettivo a breve termine, in 4 tappe settimanali.
    Ad esempio: la prima settimana utilizzare solo 2 posizioni, la seconda aggiungerne un paio, ecc…
    Quindi questa prima fase è di pianificazione degli obiettivi.
  • Comprendi chiaramente ogni argomento PRIMA di iniziare a improvvisare. Conviene conoscere molto bene le scale, gli arpeggi che stai per utilizzare PRIMA di utilizzarli.
    Sì può anche andare ad orecchio ed infischiarsene delle scale e degli arpeggi.
    I primi risultati sono addirittura più immediati, ma prima o poi si finisce per suonare sempre le stesse cose, ci si rompe i maron glaces e ci si arena. Invece bisogna divertirsi, le scale sono una palla, lo so, ma sono gli attrezzi del mestiere.
    Sì può fare un buon lavoro senza gli attrezzi?
    A questo proposito apro una parentesi: non è necessario conoscere venti diteggiature della stessa scala per iniziare.
    Anzi è pericoloso!!! Indigestione galattica.
    Due sono sufficienti, più avanti nel tempo consocerai il resto della tastiera.
    Ora comprendi vita, morte e miracoli di queste due.
    Quindi questa seconda fase è di conoscenza delle diteggiature che ti servono.
  • Crea i tuoi esercizi. I libri danno grandi indicazioni e forniscono ispirazione… ma non sanno dove tu vuoi arrivare e, soprattutto cosa ti serve ora per le tue aspettative.
    Per forza non ti conoscono! Integra gli esercizi di questi libri con altri tuoi.
    Lo sai perché? Perché così nasce la tua personalità.
    E’ inevitabile che scegliendo diteggiature tue e fraseggi tuoi, la tua personalità prima o poi venga fuori.
    Quindi questo terza fase è di definizione degli esercizi che farai.
  • Improvvisa. Non c’è nulla da spiegare, semplicemente improvvisa.
    Ricorda: CI VUOLE TEMPO!
  • Criticare i risultati.
    Ascolta, di settimana in settimana, le registrazioni che hai fatto mentre improvvisavi.
    In particolare, utilizza la critica costruttiva, quella che si accorge dell’errore, e lo considera un evento dal quale trarre vantaggio (senza dispiacersene, ormai è accaduto).
    Come? Ecco: supponiamo che riascoltando la cassetta scopri una debolezza ripetitiva su un cambio di accordi.
    Ora sei in vantaggio… perché te ne sei accorto! Di conseguenza puoi rimediare.
    Se non ti riascoltavi non lo sapevi. Hai idea di quante cose sfuggono mentre suoniamo?
    E’ normale, siamo talmente presi mentre suoniamo che non ci rendiamo conto di tutto quello che ci accade attorno.
Prenditi cura delle tre "t"
Una volta che hai imparato a curare le “T” di cos’altro hai bisogno?
  • TIME: essere a tempo
  • TONE: che il tuo tocco sia esattamente come l’interpretazione che la tua mente ti chiede
  • TUNE: che le note siano quelle che la tua mente ti canta
Sbattiti come un lupo siberiano!!!
Suonare e muoversi, o addirittura ballare, sono due arti collegate. Quando il corpo si muove in simbiosi con la musica che suoni, tutto suona meglio. Alzati in piedi e agitati anche mentre improvvisi! Ecco un altro detto americano: “If you don’t move, you don’t groove”. Volgarmente tradotto significa che se non ti sbatti (inteso mentre suoni), quello che suoni non ha groove (non ha tiro, non balla, non muove).
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