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Introduzione
E' un po' ambizioso da parte mia affrontare tale argomento: mi chiedo se sia giusto farmi "pioniere" di ciò, ma la risposta è affermativa perché a me sarebbe piaciuto poter leggere qualcosa di simile qualche anno fa. Innanzitutto tengo a precisare che non sono un esperto di look (anzi se ne conoscete uno ditemelo) … Negli ultimi dieci anni ho avuto la fortuna di esibirmi dal vivo frequentemente, di leggere diversi libri sul linguaggio del corpo e, soprattutto, di lavorare con splendidi musicisti che tenevano in buona considerazione questo aspetto e che mi hanno insegnato molto.

Argomenti
  • Salire sul palco con un atteggiamento in sintonia con la situazione
  • Perché è meglio non concedere tutto subito
  • Perché non conviene voltare le spalle al pubblico
  • Abituarsi a tenere lo sguardo e la testa alta
  • L'importanza di guardare il pubblico negli occhi
  • L'abbigliamento: l'aspetto principale per indirizzarsi nella scelta dei capi giusti
  • L'importanza dell'atteggiamento giusto rispetto alla canzone che si suona
  • Meglio essere se stessi
  • Maschera bene gli errori
  • Il momento più importante del concerto: il finale
Senza dimenticare i consigli di alcuni attori, ho accumulato un insieme di regole che mi hanno fruttato e dunque ve ne voglio parlare: potrebbero esservi utili.

Salire sul palco assumendo un atteggiamento in sintonia con la situazione
Sei sul palco, l'intro sta andando e attendi che finisca prima di iniziare a suonare.
Cerca di assumere un atteggiamento in sintonia con la situazione.



Più che dirti cosa fare, ecco cosa NON fare: parlare, girare per il palco come una tigre in gabbia mentre la musica esplode solenne. Così facendo darai un messaggio contraddittorio ad una base trionfante e parrai un musicista pirla e scazzato. Sarà meno facile creare un inizio coinvolgente. Immagina un concerto della tua band preferita: salgono sul palco e il cantante, mentre la base dirompe di sottofondo, si mette a chiacchierare con il bassista. Moltiplica ciò per gli altri elementi della band! Quando sei spettatore pretendi qualcosa di "bello". Pretendi che ti venga venduto "il piccolo sogno" e della buona musica. Ora invece non sei spettatore ma protagonista: fai percepire al pubblico che sei "dentro la situazione". Gli attimi dell’inizio di un concerto sono importanti quasi come quelli in cui incontri una persona per la prima volta. Magari per te si tratta del terzo concerto di fila questa settimana e sei stanco, ma per il ragazzo in prima fila è il primo show. E' venuto forse da lontano, appositamente per te (e speriamo che abbia pagato!). Suoni e guadagni perché LUI esiste.

Inizio concerto
  • NON concedere tutto subito.



    Dosa la tua performance e controlla l'entusiasmo! Non scoprire tutte le tue carte subito. Contieni movimenti, espressioni, atteggiamenti. Devi andare in crescendo durante la serata. In una scala da 1 a 100 se parti a 100 dove andrai per le successive due ore? Parti alto, ma non troppo, diciamo a 50. E' il pubblico che si costruisce il resto sin dall'inizio. Lo fa con la propria immaginazione, con il proprio entusiasmo. I momenti più importanti di un evento (qualsiasi) sono sempre l'inizio e la fine sebbene sia quest’ultima a lasciare il ricordo che la gente si porta a casa. Quindi riserva le energie...
  • NON voltare le spalle al pubblico. Può capitare per timidezza o per distrazione: in ogni caso dà l’immagine di insicurezza. Nello spettacolo bisogna anche farsi guardare, altrimenti che spettacolo è?



    Perciò, cerca di vincere questa abitudine.
    Devi sapere che il linguaggio del corpo, quello fatto di gesti (non di parole), ha più efficacia delle parole stesse.
  • NON tenere lo sguardo basso.



    Nel limite del possibile, tieni la testa alta, non guardare la tastiera… nel limite del possibile! Perché si dice "Né è uscito a testa alta?”. Perché questa postura corporea dimostra sicurezza, vittoria.
Dominare la situazione
Ora cerca invece di immaginare una persona timida e introversa. Come la vedi? Ti sta guardando negli occhi, oppure sta guardando per terra? Ha il busto eretto? Ha, come si suol dire "pancia in dentro e petto in fuori”? Direi proprio di no. Anzi, ha schiena ricurva, sguardo basso, non dritto nei tuoi occhi. Proprio come un chitarrista che guarda la sua tastiera! Guarda il pubblico negli occhi.



Quelli che riesci a vedere naturalmente.
E poi, solo se te la senti e la tua musica lo consente, sorridi!



Attenzione però, solo se ti viene spontaneo. Per quanto riguarda questi ultimi 3 aspetti, lasciati osservare dagli amici, dalla tua ragazza, dai tuoi cari. Proprio perché ti vogliono bene, sono i migliori consiglieri (forse le fidanzate sono le più adatte: riescono ad essere i giudici più severi). Riprenditi con una telecamera e osservati. Scoprirai di essere il più severo di tutti!

Vestiti in sintonia con la musica che suoni e con gli altri elementi della band
Ovvero, il look della band deve essere comune, non individuale. Qualcosa nell'abbigliamento di ciascuno deve accomunare, dare cioè il senso del gruppo. Il gruppo a sua volta dovrebbe vestirsi secondo la musica che divulga. Da soli non si vince quasi mai (sempre se non sei un solista). E' la squadra qui che deve vincere. Se il look non è coerente tra gli elementi e con la musica, il messaggio non arriva. Tutto il gruppo ci perderà, compreso l’ipotetico elemento più individualista. Guarda semplicemente queste due band stilizzate.
Quale delle due ti da più senso di gruppo?





La seconda vero?
E' coerente sia con la musica che suona (Rock-jeans) che tra i suoi elementi.
All'interno del secondo gruppo, per differenziarsi, il bassista può indossare una giacca in jeans, il chitarrista solo la camicia, mentre il cantante solo pantaloni e petto nudo. Se qualcuno ha un bel fisico è giusto che lo metta in mostra (diversamente copritelo, potrebbe prendere freddo).
Probabilmente si venderanno più dischi anche per questo.

Scegliete stoffe e colori simili e manifestate immagini coerenti pur mantenendo la vostra identità. Volete degli esempi? Ma senza criticare al di là dei gusti personali.

Beatles: Quattro tagli di capelli e abbigliamento praticamente identici.

Kiss: Quattro facce e abbigliamenti completamente diversi, così ogni fan si può scegliere il proprio beniamino, ma unico stilista e unico genere di abbigliamento: principalmente pelle, borchie, stivali con tacco altissimo e trucchi (notare che tutti i visi sono a sfondo bianco).
Ve lo immaginate uno dei Kiss vestito con un completo sportivo? Eppure questo funziona perfettamente, ma nel RAP, perché il RAP viene dai giovani della strada. Lì spesso ci si veste così.
Ve lo immaginate un famoso rapper americano vestito come il vampiro dei Kiss?
Secondo me non venderebbe un disco anche con le più belle canzoni mai scritte.
.Il messaggio visivo che produce è in contrasto con ciò che dice.

Take That: all’interno dello show cambiano l’abbigliamento numerose volte ma restano sempre tutti e cinque simili e coerenti.

Assumi un atteggiamento consono alla canzone che stai suonando
Se stai suonando un lento non ti sbattere come un lupo africano! Mantieniti moderato.br/> Ecco alcune idee:
  • Siediti
  • Avvicinati ad esempio al tastierista, state insieme. E' bello vedere un gruppo unito (fallo anche se avete appena litigato, lo spettacolo è spettacolo)
  • Se non stai suonando perché in quel momento non devi suonare, gioca una parte consona. Potresti ad esempio guardare ammirato il tuo cantante, un punto infinito in fondo alla sala, una bella fioletta (scherzo, anche se fa bene alla circolazione!)
Ma non ridere, non scherzare, non parlare con un amico tra il pubblico. Gioca un po' la parte di attore…

Sii te stesso!!!
Quando ci si atteggia da ... (senza essere attori professionisti) si fa la figura di.... Il pubblico è come un bambino, è difficile mentirgli. Perciò non devi ingannarlo: o sei te stesso o devi essere un grande attore! Ma essere te stesso, ottenendo risultati positivi (riconoscimento e stima) ti dà forza. Ti aiuta a credere nelle tue possibilità.

Se sbagli, vai avanti come se nulla fosse successo!!!
Prima di tutto è meglio non dare troppa importanza all'errore. Se capita, pazienza. Sono rari i casi in cui si rivelano irrimediabili (anche se effettivamente questi casi esistono). Dando troppa importanza all’errore si corre il rischio di sbagliare ancor di più. Quando capita, comunque, cerca di non farlo vedere. Tira dritto: se riesci a "recitare" bene, è possibile che anche qualche addetto ai lavori, non se ne accorga.Non significa mentire, ma giocare con le regole dello spettacolo. L'importante è non "marciarci" sopra. Esiste una sorta di reazione estetica che viene fuori quando commettiamo un errore, che mette in grado chi ci guarda di capire che abbiamo sbagliato qualcosa. Questo aspetto mi è stato insegnato da un'attrice che mi rimproverava proprio per questo. Gli attori, padroni del linguaggio corporeo per eccellenza, studiano come impersonificare atteggiamenti di rabbia, amore, euforismo ... semplicemente con gesti, con posture corporee. Ci riescono anche senza parole. Questi gesti vengono codificati da noi in base alla nostra esperienza di osservatori, che inizia dal momento in cui nasciamo (qualcuno sostiene ancora prima). In poche parole quando affermiamo: "Guarda che bravo quell'attore, come fa bene l'ubriaco!" Lo diciamo perché conosciamo già gli atteggiamenti di un ubriaco, quindi li colleghiamo al suo modo di rappresentarlo. Nella stessa maniera, sappiamo riconoscere in un musicista gli atteggiamenti di indecisione, di rammarico per qualcosa di sbagliato, di sconforto, prima ancora di accorgerci che ha sbagliato una nota. Anzi è proprio perché rileviamo tali atteggiamenti che spesso ci accorgiamo che qualcosa gli è andato storto!
Questo perché siamo "osservatori umani" 24 ore su 24 e musicisti per "......" (a ciascuno il suo tempo).

Alla fine dello show dai tutto ciò che puoi!
Il ricordo principale che la gente si porterà a casa, è dato dagli ultimi attimi del concerto: metticela tutta. Se sei spompo, la prossima volta cerca di migliorare gestendo meglio le tue energie. Immagina i fuochi d'artificio: il meglio dei botti, dei colori, viene tenuto alla fine. Immagina la frase “dulcis in fundo”, perché il meglio viene alla fine. Devi lasciare un ricordo che invogli la gente a tornare, a comprare il disco, a parlare bene di te. Affronteremo la prossima volta un altro aspetto estremamente importante della vita sul palco: lo spettacolo, in generale, ha regole molto severe che si possono riassumere in un detto sul quale è stata composta anche una fantastica e tragica canzone: "THE SHOW MUST GO ON!" Una maschera da indossare sempre, anche nei momenti più dolorosi!

Riassunto
  • Nell'attendere l'inizio del concerto sul palco, assumi un atteggiamento in sintonia con la situazione.Non chiacchierare, non parlare. Accordare gli strumenti può rivelarsi un atteggiamento in sintonia
  • Dando tutto subito non resta più niente da aggiungere dopo. Meglio dosarsi
  • Dare le spalle non dà una gran bella impressione
  • Fatti vedere il viso. Tieni la testa alta
  • Fatti guardare negli occhi
  • Scegli abiti in sintonia con la musica che suoni e con gli altri elementi della band
  • Assumi atteggiamenti diversi in funzione delle canzoni che suoni
  • Cerca di essere te stesso. Sempre!
  • Impara anche a bluffare. Se sul palco sbagli e lo mostri pure, è come se sbagliassi due volte
  • Alla fine dello show, dai il massimo. Ancor più di ciò che hai dato prima

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