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Spia e mandata monitor



Cosa è una spia?
E' quella cassa che troviamo per terra, inclinata di fronte a chi suona.



Perché si chiama spia?
Perché spia quello che fai tu e gli altri musicisti sul palco e te lo riferisce.



A cosa serve?
E' utile ai musicisti per sentirsi meglio, reciprocamente. Supponiamo che sul palco non senti bene la batteria: la spia te la farà sentire meglio, diffondendotela al volume che vuoi. PERO'...! Per fare questo la spia ha bisogno di una fonte di informazioni: la mandata monitor.

Cosa è la mandata monitor?
E' quel controllo posto sul mixer che manda alla tua spia personale ciò che hai richiesto al fonico: es: "Per favore dammi un po' di basso e tanta, tanta batteria!" Per soddisfare le tue richieste, il fonico agirà sulla tua mandata monitor che ha sul mixer di fronte a se. Come te, anche il cantante dovrebbe avere una spia e mandata monitor personale se vorrà godere di regolazioni diverse dalle tue. E così via per tutti gli altri elementi della band.

E se il gruppo è formato da 5 elementi e il mixer ha solo 4 mandate monitor?
E' la guerra! No scherzo. in questo caso, due elementi avranno lo stesso ascolto in monitor. Indipendentemente dal numero di monitor a disposizione, le fonti di informazione in questo caso sono solo 4. Dovranno quindi mettersi d'accordo. Zot! Ecco un esempio con una band di 5 elementi con 6 spie, ma con 4 mandate monitor a disposizione.



In questo caso, chitarrista e bassista si sono accordati sull'ascolto: situazione che capita spesso.

Cosa fare nel caso che monitor e linee monitor scarseggino o avanzino?
Fermo restando che all'interno di una band si instaurano equilibri diversi, ecco una via generale da seguire.
  • Chi non ha un ampli sul palco deve avere per forza la spia, viceversa suonerà “al buio”. Quindi, cantante e tastierista sono i primi, poi il batterista (per quanto duro pesti, potrebbe non sentirsi bene, soprattutto la cassa). Infine il chitarrista e il bassista insieme.
  • Se ci sono spie in abbondanza, le prime andranno al cantante, poiché non deve mai forzare il proprio strumento: la voce.
Cosa mette in spia un chitarrista?
E' una domanda da mille dollari perché il monitoraggio è un elemento soggettivo. Mooolto soggettivo! Tuttavia non dimentichiamo la seguente legge: nel monitor bisogna mettere il meno possibile. Soprattutto se il monitor è poco potente, fai di tutto per ridurre al minimo gli strumenti da sentire. Un'unica fonte sonora mono, non può consegnarti un ascolto perfetto. Anzi, quando sovraccaricata di volumi e frequenze di vari strumenti, finirà per peggiorare la situazione! In più, il monitor fa volume sul palco. Il volume disturba gli altri che risolvono alzando il proprio. E allora vinca il più potente! Watt perforante! Decibel spaziale!!! Ciò che segue è una guida di partenza. Ecco dunque il minimo indispensabile per un chitarrista:
  • Batteria: il minimo indispensabile è cassa, rullante e charleston. Il rullante può essere escluso se "arriva" lo stesso (soprattutto se il luogo dove suoni è piccolo e con soffitto basso).E' meglio mettere l'indispensabile della batteria, perché i microfoni creano rientri. Quindi è possibile, in alcuni casi, evitare tom e piatti.
  • Chitarra: Se hai il tuo ampli dietro le spalle, un pochino di chitarra in monitor sarà sufficiente. Otterrai quella sensazione di avvolgimento molto piacevole che ti permetterà di suonare al meglio e sicuro di quello che suoni.



    Attenzione: un volume troppo alto ostacola il timing, l'intonazione dei bending e del canto (per i chitarristi cantanti). Se suoni in stereo, fatti mettere entrambi i canali nello spione.
  • Voce: se canti, oltre a suonare la chitarra, la seconda cosa indispensabile dopo la batteria è la tua voce nel monitor. Meglio non esagerare con il volume per evitare i larsen (vedi più avanti la prova della "MANO A CUCCHIAIO"). Da ora in poi tutto diventa soggettivo. Puoi mettere anche tutti gli strumenti in monitor se ti aiuta, tuttavia ricorda sempre che più strumenti metti in monitor, più rischi di peggiorare l'ascolto. Soprattutto risulterà poco potente e non reggerà. Rinuncia a tutto quello che puoi e vedrai che ne guadagnerai e non viceversa.
Generalmente l'effettistica di ambiente aggiunta dal mixer (riverberi e delay) non viene messa nel monitor per ottenere maggiore definizione sul palco.

I side monitor
Durante la serata, quando ti sposti in alcune zone del palco, ti accorgi di non sentire bene la chitarra. Ammettiamo che vai dalla parte opposta del palco a trovare il bassista e ti trovi con un minor volume. Questo dipende da quanta chitarra ha richiesto lui nel monitor (tutti noi ascoltiamo con "orecchie diverse" e magari non ne ha messa proprio). Se sei il tipo di musicista che vuole dare anche spettacolo, occorrerà fare l'abitudine a suonare “al buio”. Non ti preoccupare: con il tempo si impara. Tuttavia ciò non accade se si hanno a disposizione, oltre i monitor comuni, anche i side monitor. Si trovano nelle situazioni migliori. Sono monitor laterali, posti in verticale, più grossi delle spie e molto più simili alle casse da impianto.



Sono molto potenti, collegati in stereo, e utilizzati per avere un ascolto più generale.

Cosa mette un chitarrista nel side monitor?
Come regola generale, viene messa la sezione ritmica (basso e batteria) e gli strumenti che stanno dalla parte opposta a te. Ad esempio, se sei sulla sinistra e il tastierista è dalla parte opposta, a destra, nel tuo side, verrà messa un po' di tastiera e nel suo un po' di chitarra. Diventano così molto utili anche per gli spostamenti sul palco. Quando ti muovi dall'altra parte del palco, anche se il bassista (supponiamo che si trovi in quella zona) non ha richiesto la chitarra nel suo monitor, tu la troverai nei side e non suonerai “al buio”.

Regolarsi il monitor in concerto
Ricorda! Nel tuo monitor tutto può capitare!



Tutto si può fare semplicemente adottando gesti convenzionali (I gesti qui indicati non costituiscono uno standard, non ne esiste uno, tuttavia sono piuttosto diffusi e, cosa più importante, funzionano davvero. Se vuoi essere certo della loro efficacia, pattuiscili durante il sound check con il fonico. Ecco come fare:
  • Indica prima lo strumento




  • Punta il dito sullo strumento che vuoi alzare


  • Indica il monitor nel quale lo vuoi più alto




  • Indica il tuo monitor. Enfatizza il gesto anche con il braccio


  • Indica se alzare o abbassare il volume, puntando il pollice verso l'alto o verso il basso




  • Questo gesto vuol dire "alza il volume".
    Alza anche il braccio ripetutamente per farti capire meglio da lontano


  • Indica se alzare o abbassare il volume, puntando il pollice verso l'alto o verso il basso




  • Questo gesto vuol dire "abbassa il volume".
    Abbassa anche il braccio ripetutamente per farti capire meglio da lontano


  • Dai la conferma quando tutto è O.K. utilizzando il classico gesto americano




  • Conferma così quando va tutto bene


    ATTENZIONE: e meglio non dare l'O.K. con il pollice. Il fonico potrebbe pensare che vuoi alzare ulteriormente lo strumento e tutto ripartirebbe da capo!!!



    Ricapitoliamo facendo un esempio: Vuoi che ti venga alzato il basso in spia

  • Indica il bassista e poi il tuo monitor








  • Ora tira su il pollice per indicare più alto. Fallo in maniera chiara e decisa.
    Enfatizza il gesto con il braccio: se il fonico è lontano e non c'è tanta luce sul palco, il messaggio sarà più chiaro.




  • Dai l'O.K. quando sei soddisfatto.






Particolarità..... ruoli, non nomi! Dovendo comunicare al fonico di alzare uno strumento in spia, non dire: "Alzami Marietto in spia", se Marietto è il tastierista. Dì invece "Alzami le tastiere in spia". E' meglio non usare i nomi propri ma i nomi degli strumenti: il fonico potrebbe non conoscervi tutti.
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