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Regole per combattere usura e imprevisto e favorire un funzionamento migliore
Come procedere?
Vediamo come assemblare correttamente, nello stesso mobile, tutti i processori, pre e finali che intendiamo utilizzare. Con alcuni accorgimenti potremo evitare usure premature, malfunzionamenti, rotture o seccature di tipo pratico e meccanico. Troverete di seguito una serie di SI e di NO, da intendere come cose da fare e non fare per combattere due temibili nemici: l'USURA e l'IMPREVISTO e per favorire un migliore funzionamento.
Detti elementi partono tutti da due principi molto chiari che sarà bene focalizzare:
- L'usura è una brutta bestia che avanza molto, molto lentamente. Tanto lentamente che spesso te ne accorgi solo quando è arrivata a destinazione! E purtroppo è già tardi. Le condizioni climatiche, i micro-traumi, il funzionamento stesso, contribuiscono all'invecchiamento costante della nostra strumentazione. Evitarla è impossibile, limitarla è molto più semplice.
- L'imprevisto capita sempre quando meno te lo aspetti. Prima o durante un concerto, ad una audizione, ad una session. E' necessario prendere tante precauzioni e, nella migliore delle ipotesi adottare una soluzione laterale (un rack di riserva, un piccolo combo, un multieffetto).
Questi due rischi sono già sufficienti a farci capire che la prudenza non è mai troppa, e che qualsiasi accorgimento atto a ridurli, dovrà essere attuato al fine di proteggere i nostri "ferri del mestiere" e quindi il nostro lavoro.
SI
- Bloccare/fissare gli adattatori. Fatelo con velcro, nastro adesivo, viti...., ma fatelo!
Trovate il metodo che preferite ma non sottovalutate questo aspetto principalmente per due motivi:
1) Un alimentatore che "balla" nel rack provoca danni agli spinotti, alle valvole esposte e a se stesso.
2) Un alimentatore che "balla" nella sua multipresa fa andare e venire la corrente.
Anche in concerto purtroppo! Se poi il rack è posto sulle casse e il volume è alto, le vibrazioni favoriranno l'incidente.
Le cadute di tensione improvvise (o addirittura lo spegnimento irregolare della corrente) possono far saltare i canali Midi, i preset e quant'altro. Non vale la pena di correre il rischio.
- Fissare una multipresa nel rack ... alla quale collegherete tutti gli strumenti. Basterà collegare una spina e sarete pronti! Non dipenderete da nessuno e ne guadagnerete in immagine nei confronti del fonico che spesso impazzisce a cercare prolunghe per chi non è indipendente. Possibilmente realizzatela/aquistatela con un cavo lungo. Capita spesso che la fonte di alimentazione non sia vicina.
- Accertarsi che non ci sia "gioco" nelle prese di corrente della multipresa.Non solo l'alimentatore, ma anche le prese devono essere meccanicamente sicure. Non risparmiate. Scegliete il meglio se possibile.
- Bloccare, fissare, i cavi nel rack con velcro, passafili, ecc... Un cavetto bloccato dura di più perché nulla fa gioco sul suo spinotto, sulle sue saldature, nulla distende le sue maglie. Nella maggior parte dei casi in cui qualcosa non funziona in un rack chitarristico, il motivo sta nei collegamenti (o nelle valvole). Poi si diventa pazzi nel cercare quale sia il cavo che non funziona, soprattutto se non è rotto completamente. Con i cavi non si scherza. Attenzione a come li arrotolate. Sappiate che esiste una tecnica, purtroppo veramente difficile da spiegare sulla carta. Chiedete ad un fonico esperto di mostrarvela perché influisce veramente tanto sulla loro durata.
- Non collegare più di tre unita Midi in catena ... se non con l'ausilio di un'unita specifica (MIDI Merge). Il motivo sta nel fatto che il segnale MIDI ha un limite di trasmissione "sicura" di tre unità. Senza un MIDI Merge non è garantito che dalla quarta in poi arrivino dati corretti. Esempio: potrebbe succedere che le prime tre unità vadano sul preset giusto, mentre la quarta, invece, non cambi.

- Lasciare uno spazio vuoto tra le unità che si surriscaldano molto.Il caldo accelera enormemente il processo di usura, contribuisce quello di rottura e causa quello di scioglimento. I finali o pre valvolari scaldano molta aria. Questa deve circolare per non essere riscaldata ulteriormente. Il rischio è quello di danneggiare le unità posizionate sopra o sotto e, soprattutto, l'unità stessa. Questo spazio vuoto, tra l'altro, può tornare utile per sistemarci cavi, oggettini, cose varie, che però non dovranno assolutamente "ballare".

- Utilizzare cavi più corti possibile e di qualità. Il cavo oppone una leggerissima resistenza al suono che gli viaggia attraverso degradandolo nella sua lunghezza. Pensate a quanta strada deve fare il segnale (anche dentro i processori stessi) prima di arrivare all'altoparlante. Ricordate che non tutto il segnale che parte arriva: una piccola parte si disperde, soprattutto nei cavi. Per avere un'idea provate a collegare una chitarra passiva con un cavo molto, molto lungo e poi paragonate lo stesso suono con un cavo corto.
E' probabile che molto dipenderà dalla strumentazione e che noterete una leggerissima differenza nelle frequenze acute (maggiori nel cavo corto).
Se passibile, preferite i cavi con i contatti placcati oro.
- Utilizzare mobili rack rinforzati (uso domestico escluso). Soprattutto se avete finali valvolari pesanti, un rack rinforzato si rivelerà una spesa ben fatta e che dura nel tempo. Un bel rack è dotato di chiusure a farfalla che non sporgono se spinte verso l'interno: quindi, non sono contundenti e nessuno le romperà caricandoti il rack con fretta. Il legno deve essere abbastanza spesso e robusto.Una considerazione da fare sempre è quella di pensare che non sarai sempre tu a caricare e scaricare il tuo rack. Conviene fidarsi, o è meglio cercare di prevedere l'imprevisto acquistando un buon mobile?
- Utilizzare ruote con il freno. Soprattutto se il rack è grosso/pesante/alto, lo doterete di ruote. Se questo rack è destinato a viaggiare in un furgone, o comunque non con voi, è meglio essere sicuri che non si muoverà. Un rack da 40 kg prende urti da 40 kg!E poi ricordate che le ruote piccole trasmettono alla strumentazione traumi più grossi. Preferite quindi ruote grandi.
Un'altra grossa certezza sta nel sapere che il rack non si muove sul palco. Soprattutto su quelli dei teatri realizzati per la maggior parte in discesa per esigenze scenografiche!
- Utilizzare rondelle di plastica collocate dopo le viti per evitare contatti di massa.
- Assicurarsi che i trasmettitori possano distendere completamente le antenne. Le unità accanto al trasmettitore non devono impedire la completa distensione delle antenne. Talvolta si pensa sia il luogo o le interferenze presenti a ridurre la portata del trasmettitore in una data località, mentre spesso è semplicemente una questione di antenne non completamente distese.
- Far correre separatamente i cavi audio e MIDI da quelli di alimentazione. Meglio ancora se da due lati opposti del rack.
- Non arrotolare/scocciare su se stessi i cavi di alimentazione. Meglio tagliarli alla lunghezza giusta. Attenzione: sappiate però che il cavo tagliato risulterà probabilmente corto per una nuova postazione.
- Utilizzare tutte le 4 viti per montare le unità. Soprattutto se l'unità è pesante, il pannello frontale tenderà a deformarsi nel tempo o semplicemente a "ballare". Nulla deve mai ballare!
NO
- Non utilizzare cavi per chitarra per collegare le casse. Oppongono troppa resistenza al segnale facendo spingere molto il finale che si "spomperà" molto prima. In pratica, è come accelerare il processo di invecchiamento dello strumento.
- Non utilizzare cavi-cassa per collegare la chitarra all'amplificatore. Come accorgersi che un cavo è un cavo-cassa? Basta svitare lo spinotto e vedere se ha la maglia (quella tutta intrecciata).Se non l'ha è un cavo cassa.
Altri suggerimenti
- Nella maggior parte dei casi, quando qualcosa non funziona in un rack chitarristico, la causa risiede nei cavi o nelle valvole.
- Se possibile, acquistate un rack sospeso (uno sospeso dentro l'altro). Sono costosi, ma estremamente sicuri. Un'altra buona idea (poco estetica ma vi assicuro funzionale) è quella di rivestire totalmente l'esterno del mobile con gomma piuma adesiva molto spessa. Ogni volta che lo appoggerete, questa assorbirà una grossa parte dei micro-traumi.
- Se possibile, cercate di acquistare un unità che pulisce/fornisce la corrente nel rack. Eviterete ronzii, alimentatori e manterrete ordine all'interno.
- Non spostate la strumentazione valvolare quando è ancora calda. Attendete almeno 10 minuti.
- E' difficile che qualcun altro avrà più cura di te nello spostare la tua strumentazione.
- Di notte, dopo un concerto, o di giorno dopo 5 ore di prove col tuo gruppo, si è stanchi. La stanchezza inibisce la cura e la delicatezza nel trattare la strumentazione.
Tutti questi suggerimenti tengono conto, ovviamente, dell'effetto del tempo. Anche un gesto semplicissimo, come appoggiare il rack per terra, se effettuato 1000 volte, potrà essere origine di una rottura, anche se avviene delicatamente.
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