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Il principale effetto di modulazione

Che cos'è?
E’ un effetto che arricchisce notevolmente il suono, lo allarga e lo riempie, creando l’illusione di sentire due o più strumenti suonare la stessa cosa (suonare all’unisono). La sensazione uditiva che ne deriva è simile a quella di ascoltare un coro (ecco perché Chorus).

Come agisce?
Chiedete ai due migliori coristi del mondo di eseguire una melodia all’unisono in modo identico e perfetto. Non ci riusciranno mai. Sono esseri umani, non macchine perfettamente intonate e ritmicamente precise. Ognuno dei due, nonostante il grande talento, effettuerà delle impercettibili imprecisioni ritmiche e di intonazione diverse l'uno dall’altro. Sono proprio queste piccole imperfezioni, se così si possono chiamare, che fanno si che i due cantanti generino un coro (1). Lo stesso discorso vale per gli strumenti musicali. Il chorus riproduce questa situazione artificialmente. Ma diamo un’occhiata. (1) Diversamente, se fossero esattamente identici il risultato sarebbe quasi come ascoltarne uno solo.



Nella vostra esperienza musicale avrete notato che la ricchezza sonora di una chitarra acustica a 12 corde o di due chitarre elettriche distorte che eseguono la stessa parte, è superiore rispetto ad una acustica a 6 corde o ad una elettrica distorta che suona da sola.
Bene, questo è dovuto a due fattori principali:
  • Tempo. Mancanza di sincrono perfetto e assoluto fra tutte le corde che risuonano.
  • Intonazione. Mancanza di intonazione perfetta e assoluta fra tutte le corde che risuonano.
La larghezza del suono appena menzionata è quindi data dal fatto che il secondo gruppo di corde (quelle all’ottava sulla 12 corde o le sei della seconda chitarra elettrica) non è suonato perfettamente in sincrono e precisamente intonato con il primo.
Infatti, le corde uguali montate su una 12 corde, anche se colpite dallo stesso colpo di plettro, non vengono mai colpite nello stesso istante ma una dopo l’altra (una frazione infinitesima di secondo che però fa la differenza) e non vibrano mai parallele nella stessa direzione e distanza ma ognuna segue la sua strada: cala o cresce di intonazione (minimamente ma lo fa, ad orecchio nudo è difficile udirlo ma alcuni accordatori lo rilevano). Perciò, finché suonano da sole tutto è normale, ma quando sono almeno in due all’unisono, nasce il Chorus.

Lo stesso discorso vale quando incidiamo due parti di chitarra identiche su due tracce diverse. Per quanto ci sforziamo è ritmicamente impossibile eguagliare le esecuzioni: arriveremo sempre un po’ in anticipo o in ritardo di qualche millisecondo nella seconda esecuzione rispetto alla prima o viceversa. E che dire dell’intonazione? Basta un colpo di plettro più forte o debole, una pressione leggermente diversa di un solo dito su un capotasto ed ecco che la nota cresce leggermente e l’esecuzione non è uguale a quella precedente, si crea dunque il Chorus.

Ora siamo pronti per affrontare il discorso da un punto di vista "tecnico".Sia analogico che digitale, un Chorus riceve il segnale in entrata e lo ritarda leggermente (circa 20 millisecondi). Fino a qui voi direte: “Ma allora è un semplice delay?”. No, perché un delay darà la ripetizione con 20 millisecondi di ritardo fisso, mentre il Chorus ora continuerà a variare il ritardo della risposta con margini di circa 5 millisecondi in più o in meno. Quindi avremo un ritardo del suono processato in costante variazione (esempio 15ms, poi 20ms, poi 25ms, poi 20 e così via). E’ praticamente un delay pazzo e imprevedibile.

Se dovessimo fare un esempio riferendoci agli echi in natura, sarebbe come se noi urlassimo di fronte ad una montagna e l’eco ci rispondesse dopo due secondi, al secondo urlo dopo tre secondi, al terzo urlo dopo un secondo e così via. Il ritardo della risposta non lo decidiamo noi. Ovviamente in natura questo è impossibile (una montagna non può farci questo! In più, in questo modo anche le montagne farebbero il Chorus), ma in un Chorus è proprio quello che accade.

Ottenere un Chorus o Flanger da un Delay
Domanda Hai detto che se una esecuzione è leggermente in anticipo/ritardo e calante/crescente rispetto all’altra si genera l’effetto Chorus, giusto?
Risposta Si.
Domanda Allora, se con un delay creo una ripetizione della mia esecuzione, la ritardo di pochi millisecondi (esempio 20 ms), la “stono” un pochino e la sommo al suono naturale della mia chitarra ottengo un Chorus?
Risposta Esatto! Ti dirò di più: se scendi sotto i 10 ms di ritardo (invece di 20 ms) e aumenti il numero delle ripetizioni del delay (generalmente il controllo si chiama “feedback”) avrai un flanger!
Domanda Allora qualsiasi unità di ritardo può generare Chorus e Flanger.
Risposta Certo, è sufficiente che oltre al normale controllo per gestire il ritardo della risposta eco, con il quale creeremo l’imprecisione ritmica (delay time), la macchina disponga del controllo che agisce modificandone l’intonazione e con il quale creeremo la leggera stonatura (generalmente si chiama “modulation” o “fine”).


Controlli
I controlli tradizionali che troviamo in un Chorus sono i seguenti:
  • Depth: regola l’intensità dell’effetto. Se vogliamo sentire molto Chorus la porteremo ai valori massimi, se molto poco ai valori minimi


  • Rate: controlla la velocità di queste “stonature e sfasature ritmiche” (tecnicamente dette “cicli” del chorus). Vanno da molto lenta a molto veloce (quest’ultima meno utilizzata). La regolazione di “rate” più frequentemente utilizzata è “lenta ma non troppo”, quindi qualche ciclo in più del valore minimo.


Per comprendere meglio ecco alcuni esempi "commentati".



Ecco infine alcuni test da effettuare per comprendere al meglio tutto ciò che abbiamo detto finora.

Test n.1 Con una unità standard di delay suonate una nota e mentre questa continua a vibrare, girate il potenziometro che controlla il ritardo dell’eco (generalmente si chiama “delay time” ma può avere anche altri nomi). Così facendo, simulerete manualmente l’azione del potenziometro “modulation”. Avvertirete l’intonazione della nota cambiare in un modo sgradevole. In un Chorus, questo accade molto più delicatamente, la variazione è minima, e il segnale effettato è mixato con quello diretto. In questo modo il risultato è piacevole.

Test n.2 Se disponete di un registratore multitraccia provate a registrare un accompagnamento di chitarra su un canale e successivamente riversatene una copia su un altro canale (questo procedimento tecnicamente viene detto “bouncing” o “ping pong”). Ora ascoltate entrambi i canali premendo il tasto “play”. Riconoscerete che non è cambiato quasi nulla, la differenza è proprio minima. Adesso invece registrate la stessa parte di chitarra su una traccia separata. Riascoltatela mixata con l’originale. Sentirete la maggiore ricchezza sonora che cercavate, perché è impossibile suonare una copia esatta della prima registrazione. Le vostre chitarre ora sono leggermente fuori sincrono e continuamente calanti/crescenti l’una rispetto all’altra; è per questo che sono così belle!. Immaginate, per assurdo, che anche se riuscissimo a far suonare 6 chitarre perfettamente in sincrono e all'unisono perfetto (cosa praticamente impossibile) ne udiremmo qualcosa in più di una sola.


Applicazioni
Il Chorus è un effetto che, nelle giuste dosi, può essere utilizzato intensivamente senza stancare. Non si corre nessun rischio tenendolo inserito perché non ha controindicazioni. Mentre la maggior parte degli effetti e processori vengono continuamente inseriti e disinseriti per migliorare la qualità della musica (ad esempio il “delay” è spesso disinserito nelle ritmiche, il “distorsore” nei suoni puliti viene tolto, il "compressore" attivo nei suoni puliti, viene disinserito nei suoni distorti), il Chorus può essere mantenuto “On” sempre: è solo una questione di gusti.Ecco alcuni utilizzi:
  • Arpeggi. La situazione che lo vede più utilizzato è negli arpeggi o negli accompagnamenti di una chitarra elettrica con suono pulito. In molti generi musicali una chitarra elettrica pulita suona “poco”, meglio diluirla con un po’ di Chorus.
  • Abbinamento storico. Posizione 2 o 4 dell’interruttore sulle chitarre a tre magneti (o quella centrale in quelle a due magneti) + compressore + chorus + delay + riverbero.Potrete utilizzare ogni volta che vorrete la combinazione appena descritta per gli arpeggi: è diventata uno standard ormai. Rendimento garantito! E’ il classico caso in cui l’effetto fa musica.


  • Accompagnamenti “tappeto”. Il Chorus addolcisce e amalgama, soprattutto i suoni distorti. Sviluppa un suono più largo e meno aggressivo, ottimo per quelle parti che non devono necessariamente uscire dal mix come un cazzottone, ma creare un impasto morbido (magari con le tastiere) e una base “larga” sulla quale appoggiare le note del canto. Generalmente, per questo scopo, viene regolato con una discreta intensità (Depth piuttosto alto) e una velocità di rotazione uguale o più bassa di quella utilizzata per i suoni puliti (Rate piuttosto basso).
  • Assoli. Forse tutti non sanno che il Chorus può essere utilizzato anche sugli assoli, sia distorti che puliti (vedi Satriani o Andy Summers).
  • Ritmiche funky. E che dire dell’impiego sulle ritmiche funky? Sia negli accompagnamenti ad accordi, che quelli a nota singola classici di questo genere, il Chorus è perfetto.
  • Chitarre acustiche. Il Chorus arricchisce. Le chitarre acustiche ne beneficiano enormemente, specialmente quelle a 6 corde che così si avvicinano alla ricchezza sonora di una 12 corde. Nelle vostre diteggiature tenete sempre presente che più le corde hanno la possibilità di vibrare e maggiore è il beneficio apportato dal Chorus. Ecco perché le parti di chitarra con corde a vuoto rendono particolarmente bene.
Insomma è uno degli effetti di primo acquisto. Non a caso viene montato di serie su alcuni amplificatori insieme al riverbero, effetto per eccellenza. Ricordate però: eccezione fatta per pochi generi musicali, un chitarrista senza riverbero può sopravvivere (1), ma non senza Chorus. Soprattutto riguardo ai suoni puliti è incompleto dal punto di vista sonoro. Il suono “acquatico” di una chitarra elettrica con chorus è diventato uno standard nel vocabolario chitarristico. Nella maggior parte dei generi musicali, avere un buon suono pulito con Chorus è importante quanto averne uno buono distorto.

Non disperate se non riuscite ad ottenere la pienezza del suono del tal chitarrista su quel disco: molto probabilmente (a meno che non abbiate fatto passi sbagliati) la ragione sta nel fatto che voi ascoltate il risultato di una chitarra attraverso due o più chorus, flanger e delays, magari anche sovraincisa diverse volte. Per suonare dal vivo nella maggior parte dei casi una unità di Chorus sarà più che sufficiente, specialmente se utilizzata insieme a compressori, delay e riverberi. Anzi sembra proprio che suonare con poco o addirittura senza riverbero, per alcuni generi musicali sia diventata una tendenza.


Suggerimenti tecnici
Il Chorus lavora bene in mono, ma è molto più efficace in stereo soprattutto quando il suono non effettato viene spostato panoramicamente su un canale (ad esempio totalmente a sinistra), mentre quello con il Chorus esattamente dall’altra parte (esempio totalmente a destra). Naturalmente per fare questo è necessario disporre di due amplificatori o di un sistema a rack stereo.





Se disponete di controlli separati per ogni “voce” generata dal Chorus, spostando panoramicamente a sinistra e a destra (vedi qui di seguito regolazione n° 1 e regolazione n° 2) provate a utilizzare due valori di modulazione (rate) leggermente diversi (vedi regolazione n° 3 e regolazione n° 4). In questo modo i due Chorus “gireranno” a velocità differenti e l’effetto sarà leggermente più drammatico. Molte macchine sul mercato ora lo possono fare, altrimenti occorreranno due unità di Chorus.



Vogliamo esagerare? Vogliamo ingrossare, allargare il suono come se suonassero tre delle nostre chitarre contemporaneamente? Bisognerà dunque agire sul controllo che ritarda la risposta del Chorus (che generalmente si chiama Delay). Impostate un ritardo che vari da un minimo di 15ms per le ritmiche o gli assoli veloci ad un massimo di 80 ms per le ritmiche o gli assoli molto, ma molto, lenti. Quelle che prediligo avvengono nel primo caso attorno a 20ms e a 50 ms nel secondo: ma è solo una questione di gusti, nulla di più. Vediamo ora un esempio di regolazione.



Riassumendo:
  • Abbiamo chiesto al Chorus di creare una copia della nostra chitarra e spostarla totalmente a sinistra e a destra (Vedi regolazione n.1 e regolazione n.2).
  • Abbiamo impostato diversi valori di Rate per marcare l’effetto (Vedi regolazione n.3 e n.4).
  • Abbiamo impostato le risposte di ritardo (28 ms e 32 ms), ricreando la condizione di leggero “ritardo umano” che danno una certa grossezza al suono (Vedi regolazione n.5 e n.6).
Queste regolazioni non sono da considerarsi una successione obbligata, ma possono anche essere effettuate singolarmente: ognuna ha un preciso scopo. Ad esse va comunque a sommarsi il suono della nostra chitarra che esce centralmente e non effettato (nel senso che esce il 50% a destra e il 50% a sinistra ed è Dry). Per ottenere migliori risultati regolate il segnale diretto e quello effettato allo stesso volume e non esagerate con la profondità di modulazione (generalmente denominata Depth) a meno che non siete alla ricerca di un effetto tipo “Woooeing”!


Suggerimenti pratici
Utilizzate il più possibile diteggiature con corde a vuoto, sia con i suoni puliti che con quelli distorti. Il Chorus rende molto sulle corde libere. Gli accordi minori o maggiori con la nona aggiunta (es. LAmadd9, LAadd9), rendono meravigliosamente con un suono pulito con Chorus. La nona “aggiunta” armonicamente non disturba, anzi spesso rende più interessante il canonico accordo maggiore o minore. La potete utilizzare a vostro piacere. Ascoltatela: è bellissima. La musica dei Police o i lenti di Satriani ne sono un esempio. Ecco alcuni accordi che suonano particolarmente bene con un suono distorto e con un Chorus sono i seguenti:
  • Power Chords (es. LA5)
  • Quarta sospesa (es. LAsus4)
  • Seconda sospesa (es. LAsus2)
  • Sesta con quarta sospesa (es. LA6sus4)
  • Settima con quarta sospesa (7thsus4)
Quando le loro diteggiature integrano pure alcune corde a vuoto, il loro risultato è ancora migliore.

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