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Quale sistema scegliere?
Ecco un quesito che prima o poi tutti ci poniamo a proposito dell'amplificazione: "Combo, stack o sistema a rack?". Dunque, con qualche dubbio sulla delicata questione proseguiamo: "Valvolare o transistor?". In effetti scegliere il sistema migliore per amplificare il proprio strumento non è cosa semplice, ma lo può diventare! Un sistema di amplificazione chitarristico è composto principalmente da tre parti:
  • Preamplificatore (preamp)
  • Finale di potenza (power amp)
  • Altoparlante (speaker)
Il preamplificatore serve ad incrementare la potenza del debole segnale proveniente dai pickups fino al livello necessario per "guidare" il finale di potenza. Il finale di potenza serve ad elevare il segnale ora preamplificato al livello necessario per fare muovere il cono dell'altoparlante avanti e indietro. Esso così facendo, sposta l'aria e crea suono. Probabilmente queste sono tutte le informazioni tecniche necessarie per ottenere un buon suono.

Combo
Quando preamplificatore, finale di potenza e speakers alloggiano nello stesso contenitore, formando una sola unità, il sistema si definisce Combo.



Un Combo è generalmente un amplificatore di bassa o media potenza (da 5 a 100 watts). Rappresenta la configurazione minima, è estremamente efficace e per molti chitarristi costituisce la scelta migliore.

Vantaggi
  • Semplicità e praticità: Si collega la spina, si accende e si inserisce il jack. Suona subito e bene!
Svantaggi
  • Trasportabilità: Se potente e valvolare è molto faticoso portarselo in giro.
  • In caso di riparazione occorre rinunciare all'intero sistema, rimanendo così bloccati senza amplificatore.
  • Essendo un sistema mono (sono rari i combos stereo) non permette di sfruttare la stereofonia
  • dell'effettistica.


Stack
Quando preamplificatore e finale di potenza alloggiano in un contenitore (testata) e gli speaker/s in un altro (cassa), il sistema si definisce Stack o in italiano Testata e Cassa.



Un Testata e Cassa è generalmente un amplificatore di media o alta potenza (da 50 a 300 watt).

Vantaggi
  • Protezione. Protezione dei componenti delicati (es. valvole) dalle vibrazioni distruttive degli speakers e viceversa: protezione degli speakers dal calore emanato dalla sezione amplificatrice (pre+finale).
  • Rendimento. Superiore rendimento degli speaker. Essendo racchiusi in una cassa a parte (cabinet), questa viene appositamente progettata e realizzata per massimizzare il loro operato.
Svantaggi
  • Costo. A parità di caratteristiche con il modello Combo, lo Stack costa di più.
  • Trasportabilità. Dipende tutto dalla dimensione della cassa abbinata. Generalmente i Testata e Cassa vengono accoppiati a delle 4x12" (con 4 coni da 12 pollici l'uno) che, a discapito dei numerosi vantaggi hanno un "contro" per molti chitarristi definitivo: sono ingombranti e pesanti.
  • Non stereo. Essendo un sistema mono (sono rari i Testata e Cassa stereo) non permette di sfruttare la stereofonia dell'effettistica.
Rack
Quando preamplificatore, finale di potenza e speaker/s alloggiano in contenitori diversi, il sistema si definisce a Rack o in italiano modulare. Nella maggior parte dei casi, le dimensioni di questi moduli corrispondono a delle misure standard che ne permettono l'assemblaggio in appositi contenitori (flight cases).




Il concetto di sistema modulare non è nuovo: basta rifarsi a ciò che è accaduto nel mondo dell'alta fedeltà. Non troppi anni fa uno stereo completo di giradischi, piastra di registrazione, sintonizzatore, amplificatore e casse, era alloggiato nella stessa unità Essendo tutti i componenti della stessa casa, esistevano punti forti di cui godere e punti deboli da accettare (non si può essere i migliori in tutto). Oggi, per non scendere a compromessi, l'acquirente preferisce assemblarsi il proprio sistema hi-fi acquistando separatamente moduli di diverse case produttrici, laddove una è più specializzata dell'altra nella costruzione dei diversi tipi di apparecchi. Questo è ciò che può fare oggi il chitarrista!

Vantaggi
  • Potere processuale. Ogni unità e specificamente disegnata per uno scopo, e di conseguenza tutto il potere processuale concentrato in essa è rivolto ad assolverlo. Esiste un elemento dedicato alla preamplificazione, un altro alla compressione, all'equalizzazione, al riverbero, al delay, ecc..
  • Controllo sonoro. L'efficacia di cui abbiamo appena parlato, associata alla programmabilità e al M.I.D.I., ormai disponibili su quasi tutte queste apparecchiature, rende il sistema modulare ricco di illimitate possibilità sonore.
  • Flessibilità. E' possibile abbinare elementi di diverse case costruttrici, anche della stessa natura (es. due preamplificatori diversi, uno a valvole e uno a transistor, due unità di ritardo: una digitale e una analogica, ecc...).
  • Intercambiabilità. Supponete di essere così scontenti del vostro preamplificatore che avete deciso di cambiarlo. In un sistema a rack ci sarà una semplice operazione di sostituzione, e se lo desiderate potrete rivendere quello sostituito. Cosa fareste con un Combo o con una Testata e Cassa? Entrereste con il nuovo preamplificatore dall'ingresso Return? Non è sempre la cosa migliore. In più ne avreste un altro, quello vecchio, inutilizzato e invendibile che siete costretti a portarvi dietro. E se un giorno deciderete di sostituire anche il finale? Utilizzerete l'ampli solo per l'altoparlante? Non penso sia utile portarvi dietro un combo da 100 watt solo per lo speaker che monta. Questi moduli sono costosi, è vero, ma nel tempo possono trasformarsi in un vero e proprio investimento.
  • Stereo. I finali di potenza impiegati nei sistemi a rack sono stereo, perciò è possibile sfruttare al meglio l'effettistica (chorus, delay, riverberi, ecc...).
Svantaggi
  • Complessità. Ottenere buoni risultati da un sistema a rack non è facile e richiede studio e applicazione. Spendere molto non è garanzia di buoni risultati soprattutto se poi non si sa dove mettere le mani. Tra l'altro i processori più costosi, proprio perché molto potenti, sono in grado di generare anche i suoni più brutti. Suona molto meglio un combo da 1.000.000 di lire, nel cui interno tutti i componenti sono ottimizzati per lavorare tra loro, che un rack da 20.000.000 di lire mal programmato o scorrettamente interfacciato. E' scontato che anche il più esperto dei programmatori commette degli errori se non si legge e rilegge i vari manuali di istruzione.
  • Costo accessori. Flight case, cavi audio, cavi M.I.D.I., cavi alimentazione, cavi cassa, pedaliera, ecc.... E' un errore comune sottovalutare questa spesa che tra l'altro aumenta maggiori sono le dimensioni del sistema utilizzato. Questi sono accessori per modo di dire perché è assurdo farne a meno! Non è saggio trasportare le unità a rack in borse e collegarle ogni volta che si deve suonare oppure, utilizzare cavi per chitarra per collegare le casse o non utilizzare il M.I.D.I. e cambiare i preset con le dita eccetera eccetera ..., eppure molti lo fanno!
Conclusioni
Come avrete intuito, fortunatamente non esiste il "sistema perfetto", ma diverse alternative adatte a soddisfare differenti esigenze! Ognuna di queste è potenzialmente la migliore soluzione. Saranno le nostre necessità a decidere quale.

Combo. Colui che richiede un sistema di amplificazione di media potenza dall'approccio immediato, pratico e comodo da utilizzare, troverà nel combo un gran compagno. Naturalmente avrà dato per scontato ciò che segue:
  • Lavorerà con pochi suoni di base
  • Utilizzerà l'effettistica in mono
  • La media potenza è sufficiente nelle sale prove, negli studi di registrazione e sui palchi di media grandezza
  • E' molto delicato. Specialmente se valvolare e potente (50-100w) non sarà facile né da trasportare, né da maneggiare. I maggiori rischi di rottura di un amplificatore a valvole si verificano negli spostamenti, specialmente quando questi sono ancora caldi. Evitate di muoverli subito dopo avere finito di suonare e attendete semplicemente qualche minuto affinché si raffreddino.
Testata e Cassa. Colui che richiede un sistema di amplificazione che lo "pettini" ogni volta che gli si piazza davanti (sensazione meravigliosa), robusto e affidabile come costruzione, al quale richiedere prestazioni simili a quelle dei combos, che abbia un cabinet a parte per gli speakers, troverà conveniente pensare in termini di Testata e Cassa. Naturalmente avrà dato per scontato che:
  • Lavorerà con pochi suoni di base.
  • Utilizzerà tutta l'effettistica in mono.
  • Spenderà di più rispetto allo stesso modello in versione combo.
Sistema a Rack. Colui che ama la pasta del preamplificatore di una marca, la grinta del finale di un'altra, le casse di un'altra ancora, che necessita di più di tre o quattro suoni di base (anche solo per variazioni di volume o gain), che intende sfruttare i vantaggi del M.I.D.I., della stereofonia e crearsi un sistema su misura, totalmente aggiornabile nel tempo, troverà l'unica alternativa nel sistema modulare. Naturalmente avrà dato per scontato quanto che:
  • Dovrà applicarsi un po' di più per ottenere il meglio dal sistema, altrimenti è sempre meglio un buon Testata e Cassa che offre risultati professionali anche a chi non se ne intende e ha poca voglia di leggere i manuali di istruzione.
  • La spesa iniziale sarà superiore a quella dei due precedenti sistemi, sia per il costo dei moduli che per quello degli accessori, ma si trasformerà in risparmio e investimento nel tempo, specialmente se si effettueranno modifiche e sostituzioni.
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