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Le magiche ripetizioni

Che cos'è?
Quando ci troviamo di fronte ad una montagna e cominciamo ad urlare qualsiasi parola, essa ci verrà ripetuta più di una volta. Siamo di fronte all'effetto dell'eco. Il delay in natura nasce dal riflettersi di un suono sulle superfici dell'ambiente in cui si diffonde. L'effetto eco, applicato ai suoni, attribuisce profondità e corposità; per questo l'uomo ha pensato bene di riprodurlo elettronicamente... anche perché non è semplice inserire una montagna in uno studio di registrazione o in un rack! Successivamente, si è accorto che manipolando le ripetizioni artificiali via software, si potevano anche ottenere degli effetti speciali molto musicali quali il Chorus, il Phaser, il Flanger, il Vibrato, ecc.... Ma procediamo con l'argomento di questo nostro incontro.

Controlli principali
Ogni costruttore attribuisce nomi diversi ai controlli che mette a disposizione sui propri apparecchi, ma è il risultato che essi generano ciò che più conta. Vediamli nel dettaglio, con i nomi più standardizzati che conosca:
  • Delay Time. Regola il tempo che intercorre tra una ripetizione e l'altra.
  • Feedback. Regola il numero delle ripetizioni
  • Level. Regola il volume delle ripetizioni dell'eco
  • Modulation. Applica con più o meno intensità una modulazione nelle ripetizioni
  • Rate. Regola la velocità di queste modulazionei applicate alle ripetizioni
Iniziamo a metterci le mani sopra
Partiamo con l'effetto più semplice, il delay singolo.





I controlli di "rate" e "feedback" dovrebbero essere settati al minimo valore e "Time" aggiustato secondo il ritardo del delay rispetto al tempo della canzone.
L'effetto è utilizzabile partendo da uno "slap back" (eco molto stretto) settato intorno ai 20 ms





... fino a giungere ad una distinta ripetizione di un secondo o più dopo il suono originale


Per convertire questa singola ripetizione in una vera e propria eco, basterà semplicemente aumentare il controllo di feedback. Si aumenteranno in tal modo anche il numero delle ripetizioni.





Il tempo che il delay impiega a dissolversi è regolato dalla quantità di feedback utilizzata.
Con il feedback al manetta, l'eco può andare avanti in modo indefinito o diventare persino incontrollabile. Attenzione quindi a non regolare questo controllo al massimo valore, potremmo incorrere in rumori indesiderati e fastidiosi.

Creare altri effetti con il delay
Chorus. Regolando il ritardo a millisecondi e introducendo un po' di modulazione, otterremo uno splendido chorus. Per dei risultati ottimali, la diretta e il suono effettato dovranno essere mixati equamente (50%). Il chorus si chiama così perché crea l'illusione di 2 o più strumenti o voci che suonano insieme la stessa parte. Genera questo effetto simulando la differenza di tempo e intonazione che accade quando due o più persone cercano di suonare esattamente la stessa cosa allo stesso tempo. Il chorus è un effetto meraviglioso e può essere utilizzato in forma estensiva senza stancare. Funziona bene in mono ma è molto più di effetto quando il suono dry verrà posizionato su un lato e quello del chorus su quello opposto. Questo simula uno dei trucchi psicoacustici che le nostre orecchie producono nella vita reale, creando un suono molto vasto e dinamico che è particolarmente adatto alle chitarre.

Vibrato. Ad un suono con Chorus togliamo il segnale diretto, otterremo un vibrato. Il solo consiglio è quello di usare discrezione e di non esagerare con l'intensità di questo effetto perché i risultati tendono ad essere estremi. Il motivo sta nel fatto che non esiste un segnale diretto. Il "tempo" di Delay deve essere mantenuto corto per non introdurre un vero senso di Delay. Meno di 1 ms è l'ideale.

ADT. Per molti aspetti è simile al chorus. ADT significa Artificial Double Tracking. Potremo ricrearlo regolando un delay a circa 100 ms di ritardo (time) e successivamente modulando il segnale ritardato in modo tale che ci sia un tocco di sfasatura di intonazione. Quando viene aggiunto al segnale Dry, questo trattamento dà l'illusione di due strumenti o voci che suonano insieme. Non è bello come incidere realmente due chitarre, ma ne fornisce una alternativa molto accettabile.

Riepiloghiamo:
  • Regoliamo un ritardo di circa 100 ms. Il tempo di ritardo è comunque soggetto al nostro gusto. Ricordiamo però che più è largo, meno movimento ritmico veloce potremo eseguire, altrimenti sporcheremo tutto.
  • "Stoniamo" questo ritardo con il controllo Modulation.
  • Per un maggiore effetto stereo, separiamo completamente i segnali con il controllo panoramico.
Phasing. L'effetto di Phasing veniva originariamente ottenuto facendo girare due nastri identici su due registratori diversi e poi mixando gli output insieme e con uguali livelli. Rallentando manualmente una o l'altra delle macchine (con la mano) i due pezzi di musica andavano continuamente dentro e fuori sincrono, causando il caratteristico effetto Phasing. Per simulare questo effetto, utilizzando un delay digitale, diviene importante assicurarsi che il suono effettato e il suono diretto siano ad un livello uguale. Il delay time deve essere posizionato fra i 3 e 10 ms con una lenta modulazione applicata a creare l'effetto Sweep. Non utilizzate nessun valore di feedback, ovvero non più di una ripetizione.

Flanging. Il Flanger si ottiene riducendo sotto i 10 ms le ripetizioni del delay e per renderlo più aggressivo, aumentiand il controllo di feedback (il numero delle ripetizioni).

Stereo Delay. Quasi tutti i Delay digitali offrono controlli separati di Delay fra i vari canali. In poche parole è come avere due unità in una. Potremo programmare un tempo differente di Delay per il canale destro e sinistro. Un'attenta scelta del tempo di Delay potrà dare l'impressione di un suono rimbalzante fra i vari canali. Anche per gli effetti ADT, entrambi i canali possono essere regolati con tempi differenti di ritardo. Questo per dare l'impressione che tre chitarristi suonino insieme. Se ne avremo la possibilità, variamo anche leggermente l'intonazione di queste due ripetizioni di eco. L'effetto sarà un suono più laaarrrgggooooo!!!

Altre caratteristiche
Il Tap Delay. Il Delay potrebbe aver bisogno di essere "messo a tempo" con la canzone che si sta suonando. Questa è operazione che si può fare manualmente, dopo aver fatto dei calcoli, o con la comoda funzione di Tap Delay. Un tastino che premeremo più volte al beat della canzone. Queste pressioni daranno l'informazione "Time" alla macchina e il Delay si sincronizzerà con il beat se saremo stati precisi. La divisione ritmica che il delay ribatterà (ottavi, terzine, quarti, ecc...) dovrà essere impostata in un' altro parametro che la nostra macchina ci metterà a disposizione.

Il pulsante Hold. Un'altra caratteristica che troviamo su alcuni Delay, è il bottone denominato Hold. Questo congela ogni suono memorizzato e lo manda in continua ripetizione. Su questo loop ci potremo suonare sopra ciò che vorremo ovviamente con il delay a nostra disposizione. Naturalmente questo controllo si addice per un utilizzo creativo (Es.: assoli alla Brian May, ecc...).

Suggerimenti pratici
Ecco alcuni suggerimenti semplici ed utili:
  • Output. Se l'unita di delay viene inserita in un sistema a rack o in un Send/Return utilizzate il settaggio +4 db o la regolazione più alta delle due a disposizione. Se vi collegate con la chitarra e poi entrate nell'amplificatore utilizzate "-10 db" o comunque la regolazione più bassa delle due a disposizione.
  • Send Return Parallelo. Inserite l'unità che genera delay in una mandata e ritorno effetti in parallelo: il suono originale deve arrivare all'uscita senza essere convertito in digitale. All'uscita poi, verrà mixato con quello effettato. Tutto questo una mandata/ritorno effetti in serie non lo può fare.
  • Meno è Meglio. A meno che non ricerchiate effetti speciali. Meno ripetizioni utilizzerete, meglio sarà per l'intelligibilità sonora. L'eco impasta ed é bello per questo, ma un abuso lo rende confusionario.
  • Suoni Dry. Evitate di fare i suoni del vostro preamplificatore con il Delay inserito: ... e comunque con l'effettistica in generale. Confonde e non fa vedere le cose esattamente come stanno.
  • Non Chiedere Miracoli. Non chiedete miracoli all'effettistica: è come un bel vestito, può far apparire migliori, ma non fare miracoli. Alla stessa maniera gli effetti miglioreranno sicuramente il suono, ma se questo non funziona di base (nel Pre ad esempio), continuerà a non soddisfarvi.
  • Assoli Si, Ritmiche Meno. Privilegiatelo sugli assoli piuttosto che sulle ritmiche, ma se lo utilizzerete su queste cercate di sincronizzarlo con il beat!
  • Formula per mettere il Delay a tempo con i BPM. 60.000 : BPM (della canzone) = singola ripetizione sui quarti. Se intende fargli battere gli ottavi dividerete ulteriormente per due; le metà, moltiplicherete per due e via di seguito.
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