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Cos'é il riverbero, come nasce?
In natura il riverbero nasce dal riflettersi di un suono sulle superfici dell'ambiente su cui si diffonde.
A questo punto nascerà spontanea una domanda: "Quale differenza c'è con un delay?"
La differenza sta nelle riflessioni che, essendo talmente numerose e vicine l'una all'altra, l'orecchio umano le avverte come un suono unico e continuo. Non riesce cioè a distinguerle.
Possiamo quindi dire che un riverbero altro non è che un delay formato da tante ripetizioni molto "strette" tra loro (minimo dieci in una distanza massima di 100ms).
Tipi di riverbero
Room e chambre. Esistono in commercio due tipi di preamplificatori formato rack. Quelli a canali e quelli MIDI - Programmabili. Vediamone le differenze.
Room simula il riverbero ottenibile in ambienti tipo "stanza". I termini Small, Medium e Large si riferiscono alle effettive dimensioni del luogo che l'algoritmo simula. Room dunque è più corto di Hall: fattore questo che può contribuire molto alla chiarezza del mix finale. In che senso? Se chiediamo una definizione maggiore alle nostre parti di chitarra, proviamo a sostituire Hall con Room: potrebbe essere la soluzione giusta. La coda di un riverbero troppo lunga è sempre pericolosa! Il termine Chambre (camera) indica e quindi simula la stanza in cui tutto l’arredamento è stato eliminato, lasciando soltanto superfici dure e riflettenti. (Nota: I controlli di Chambre tendono ad avere un suono più vivo e diffuso - meno diretto - di quelli di Room. Possono anche aggiungere numerosi armonici al suono riverberato: conseguentemente occuperanno più spazio all'interno di un mix).
Hall. I controlli di Hall (sala) vantano spesso un suono più opaco e strascicato rispetto alla Room. Solitamente, più grande è la sala, maggiore è il contenuto delle frequenze basse. Se vogliamo ingrandire a dismisura il nostro assolo, aggiungendo profondità, proveremo con un Hall, facendo però attenzione a non esagerare: potremmo impastare il mix generale.
Attenzione anche ai tempi di decadimento diversi per i canali Left e Right: il suono potrebbe "pendere" lateralmente.
Plate. Il riverbero Plate simula un sistema di riverberazione utilizzato tempo fa.
Era costituito da una lastra metallica di un metro per due tesa da alcune molle. Questa lastra veniva eccitata da un altoparlante ad essa fissato che le trasmetteva, ad esempio, il suono della chitarra. Vibrando, essa generava di conseguenza riverbero. Il riverbero veniva catturato da un microfono e mixato con il segnale originale. Anche questo processo viene oggi simulato elettronicamente ed il Plate, spesso utilizzato sulle voci, dà ottimi risultati anche sulle chitarre.
Gated, Reverse. Sono effetti innaturali poiché non esistono in natura. Il Gate è ottenuto controllando dinamicamente un riverbero di tipo naturale, cioè troncando rapidamente il decadimento di Room o di Plate. Il Reverse, invece, ricava le proprie qualità esplosive da una pura manipolazione del software. Il riverbero invece di decadere gradatamente cresce di intensità fino al momento in cui viene tagliato brutalmente.
Sia il Gate che il Reverse possono essere applicati alla chitarra.
(Attenzione: il Reverse, potrebbe pasticciare irrimediabilmente l'atmosfera di un brano). Attenzione anche agli eccessi, a meno che non li si cerchino di proposito.
In quali situazioni è consigliato utilizzarli? Su quelle parti di chitarra particolarmente percussive, ritmiche (anche sugli assoli, se sono ritmici) poiché essi rendono meglio su suoni "interrotti" piuttosto che "continui".
Controlli
La maggior parte dei processori di segnale offre la possibilità di modificare i preset originali mediante alcuni controlli. I loro nomi variano da costruttore a costruttore e dunque non meravigliamoci se la nostra macchina contempla denominazioni diverse: le funzioni rimangono le stesse. Ecco le più importanti.
Effect level (ovvero volume del riverbero). Quanto vogliamo sentire l'effetto riverbero? Questo valore, più sarà alto, più verrà udito.
(Ricordiamoci inoltre che se suona bene anche con minore intensità, potremo anche diminuirlo).
Decay. Il parametro Decay viene utilizzato per aumentare o diminuire la lunghezza del riverbero. Agendo su di esso si allargherà o restringerà l’ambiente virtuale nel quale stiamo suonando (Room, Hall, Stadium, eccetera). Correntemente si usa dire allunga o accorcia la coda del riverbero.
(Ricordiamoci inoltre che se suona bene corto … potremo in effetti accorciarlo). Se la coda è troppo lunga e continua di sottofondo sulle armonie già effettuate, si creerà un "pastone" armonico. I tempi di decadimento molto lunghi (effetti speciali a parte), servono solo a confondere il risultato finale. I mix pop di oggi a ritmo veloce impiegano solitamente riverberi con un tempo di decadimento breve per ogni strumento. Ricordiamo sempre che il riverbero é una nota che continua come alone di sottofondo per tutta la durata per cui è stato programmato e dunque i tempi di decadimento lunghi funzionano raramente sui beat veloci, mentre i tempi di decadimento brevi funzionano sempre. Anche sui lenti. Possono non piacere, ma non rovinano mai nulla.
Pre-Delay. All'orecchio di un ascoltatore arriva prima il suono diretto, poi il riverbero.
Questo brevissimo ritardo di tempo impiegato dal riverbero per giungere all'ascoltatore rispetto al suono diretto, si chiama Pre-Delay, ovvero "tempo che passa prima che arrivi la prima riflessione".
l "Pre-Delay" è il controllo che definisce il tempo di ritardo tra il suono originale e l'inizio del riverbero. Con questo controllo possiamo stabilire quanti millisecondi lasciar trascorrere, dopo avere suonato quella nota, prima di fare iniziare il riverbero. Questo controllo separa letteralmente il segnale originale dal riverbero stesso. A quale scopo? Aumentare la chiarezza! Allo stesso modo con cui si usa il Pan-Pot per spostare i suoni a sinistra-destra, così il Pre-Delay si usa per migliorare l'intelligibilità e l'immagine "fronte-retro" della parte eseguita. Come fa il "Pre-Delay" a migliorare la chiarezza di una parte di chitarra?
Lasciando pulito e asettico il momento dell'attacco del plettro e allontanando l'inizio del riverbero. Evita in tal modo che il riverbero si piazzi sopra la pennata nel momento più importante: l'attacco. E' qui infatti che l'orecchio umano percepisce la maggior parte delle informazioni. L'attacco ci da infatti la possibilità di dire: "...Questo è il suono di ....".
Nota: aggiungere ad un riverbero ad es. 80 ms di "Pre-Delay", signifa allungarlo di altrettanti millisecondi (perché si posticipa il decay). Le code troppo lunghe sono pericolose in quanto a definizione.
Cosa faremo allora utilizzando ad esempio un Pre-Delay di 50ms?
Probabilmente accorceremo il Decay di 50ms.
Questo controllo, pure essendo molto importante, non è purtroppo presente su tutti i processori di segnale.
Equalizzazione. L'Equalizzazione può essere quella necessaria ad un riverbero che amiamo moltissimo ma ha un suono troppo brillante. O magari rimbombante e con troppi bassi. Converrebbe agire sui filtri a disposizione.
Il filtro passa-alto (High Pass Filter o HPF) lascia passare le frequenze superiori al valore impostato mentre smorza o elimina quelle inferiori. Di solito è posizionabile tra 0 e 500 Hz (Es.: se lo posizioniamo a 350 Hz, esso taglierà tutte le frequenze sottostanti: 349, 348... 50, 20, ecc....).
Il filtro passa-basso (Low Pass Filter o LPF) lascia passare le frequenze inferiori alla frequenza che impostiamo mentre smorza o elimina quelle superiori. Di solito è posizionabile tra i 4 e i 20 KHz (Es.: se lo posiziono a 5 KHz taglierà tutte le frequenze soprastanti: 6, 7... 20, ecc....).
Semplificando, dunque i filtri passa-alto diminuiscono i bassi mentre i passa-basso gli acuti.
Collegamenti
Sia esso un “pedalino”, sia un processore a rack, l’effetto di riverbero può essere collegato come segue:
- Nella mandata e ritorno effetti del preamplificatore.
- Nella mandata e ritorno effetti dell’amplificatore (o testata). Se quest’ultima è mono (c’è un jack solo accanto alla scritta Return) dovremo rinunciare alla stereofonia.
La cosa importante è che questa mandata/ritorno effetti sia in parallelo. Non in serie. Questo per garantire che una parte del segnale Dry (quello originale proveniente dal preamplificatore, arrivi al finale senza essere processato. Per chiare meglio questo concetto, riprendiamo lo studio della "mandata e ritorno effetti".
Send e return
Alcuni preamplificatori offrono la possibilità di collegare processori esterni in serie, altri in parallelo, altri in entrambi i modi.
In serie significa “uno dopo l’altro”. Il segnale esce dal pre ed entra nell’effetto, viene totalmente processato, esce e va nel finale. In parallelo significa “uno accanto all’altro”. Il segnale viene sdoppiato: una parte va diritta al finale e l’altra all’unità effettistica, prima di arrivare al finale.
Parallelo. Il Send/return parallelo divide in due il segnale del pre-amp, trattiene quello diretto all'amplificatore e attraverso il Send ne invia uno "parallelo" al processore esterno. Questo, dopo averlo elaborato, lo rispedisce nel Return dove viene missato da un apposito controllo (Mix, Effect, ecc....) con quello originale.Importante: è necessario far ritornare nel preamplificatore il solo segnale effettato. Sul processore esterno azzeriamo il segnale diretto (Dry) e portiamo al massimo il valore di effetto (il bilanciamento deve avvenire all'interno del preamplificatore, solitamente tramite un potenziometro). Qui è già presente un segnale Dry, è inutile farne arrivare un altro.
Consigliato per Delay, Riverberi, Chorus, Flanger, Pitch Transposer …
Serie. Il Send/Return in serie invia l'intero segnale del preamplificatore al processore esterno. Da qui, dopo essere stato integralmente processato, rientra.
A differenza del sistema parallelo, il bilanciamento Dry/Effect avviene nel processore esterno. E’ lì che si decide la porzione di suono originale da processare.
Consigliato per Distorsori, Compressori, Limiter, Equalizzatori grafici e parametrici ecc…
Esistono due famiglie principali di processori ed effetti. Ciascuna predilige un tipo di mandata.Purtroppo non esiste una mandata buona per entrambi:
- Processori che generano l’effetto lavorando in tempo reale. Distorsori, Compressori, Limiters, Equalizzatori grafici e parametrici … questi processano l’interno segnale. Consigliato il collegamento in serie o tra chitarra e amplificatore.
- Processori che generano l’effetto basandosi su circuiti con tempo di ritardo. Delay, Riverberi, Chorus, Flanger, Pitch Transposer, … questi mixano una porzione di segnale trattato con quello originale. Non processano l'intero segnale. Consigliato il collegamento in parallelo.
Esiste un altro modo di collegare il riverbero o una unità effetti in un sistema a rack come ultimo effetto in catena: si dice in cascata, prima del finale.
E’ sempre consigliato questo tipo di collegamento? Non si corre il rischio di peggiorare il segnale?
No, se il vostro processore è progettato in modo che una parte del segnale che entra nella macchina non viene processata. Come entra, esce. All’uscita verrà mixata con la parte effettata.
Come lo si intuisce?
E’ semplicissimo: basta guardare lo schema della costruzione e vedere se la linea che rappresenta il segnale in entrata va direttamente all’uscita senza percorrere tutto l’iter.
Generalmente le macchine che intergrano una funzione di Mixer o cose del genere sono in grado di farlo. Chitarristicamente parlando, questo è il modo migliore per collegarle se non quello di comprarsi un mixer dedicato, sebbene sostanzialmente è la stessa cosa perché esiste in questi casi un mixerino all’interno del processore. L’importante è fare la prova del 9 per assicurarsi che la macchina NON modifichi assolutamente il segnale diretto.
Ecco come si può fare la prova del 9:
- Far correre un’uscita del pre direttamente al finale.
- Far passare l’altra uscita attraverso l’effetto, uscire dall’effetto e entrare nel finale solo con il segnale Dry.
- Ascoltare i due canali, assicurandosi che suonino ESATTAMENTE identici.
Ecco come collegarli:
Quindi, se disponete di una unità effetti con funzioni di Mixer che ha passato la vostra prova del 9, non collegarla alla mandata e ritorno effetti, ma in cascata. Il potenziometro dell’Output dell’effetto diventerà il Master Volume con il quale potrete controllare il volume generale di tutto il sistema di mandare al finale.E’ quello sul quale andrete ad agire quando dovrete alzare o abbassare il volume.
Consigli per la programmazione
Un buon approccio per la programmazione è quello di partire immettendo un suono e ascoltando soltanto il ritorno dell'effetto (senza mixarlo al segnale originario), cominciando quindi ad esaminare i vari preset e prendendo nota di quelli che impressionano maggiormente e perché. Il passo successivo è quello di ripetere il procedimento mescolando il segnale del riverbero a quello originale.
Consigli per la regolazione standard.
- Chitarra Rhythm and Blues: ambiente piccolo e decadimento breve, brillante (small, bright, short decay).
- Chitarra ritmica elettrica e chitarra ritmica acustica: ambiente medio, decadimento medio-breve (medium, short-medium decay).
- Chitarra elettrica e acustica solista: ambiente grande, decadimento medio-lungo (large, medium-long decay)
Negli assoli con note lunge e tirate provate ad utilizzare un riverbero larghissimo che continua a diffondere nell'aria le vostre note, anche quando fate le pause (che in questo caso si ricercano appositamente).
Per una ritmica distorta e percussiva aggressiva provate con un riverbero brevissimo talmente tanto forte di volume di uscita, da raddoppiare il suono della chitarra ingrossandola e aggiungendogli quel poco di coda che farà diventare ancor più grintosa la vostra esecuzione.
Fate esperimenti con il Pre-Delay per ricreare un po’ più di spazio e spendete del tempo sui Gate e Reverse. Essi faranno un gran lavoro, specialmente se adattati nella musica rock.
Un riverbero corto e ben equalizzato sulle frequenze acute può aggiungere un freschissimo "zing" ad una chitarra acustica con corde in acciaio ottimo per accompagnare a plettro (tipo spiaggia tutti intorno al focolare, per intenderci).
Consiglio fondamentale. Non cominciate a modificare l'equalizzazione del riverbero prima di avere scelto un preset che sia già molto vicino al risultato desiderato.
Non abusatene! Sia in termini di livello che di decadimento.
Attenzione alla dipendenza psicologica: è vero che con molto riverbero è più facile suonare, ma solo se si fanno molti errori. Infatti ci aiuta a mascherarli perché appiattisce. Al contrario, un chitarrista sicuro di se non correrà mai il rischio di non far sentire il proprio talento, perché questo è il vero rischio che si può correre. Pensate che qualsiasi ambiente in cui si suona ha già un suo riverbero naturale: aggiungerne troppo serve. Il riverbero appiattisce la personalità quando è troppo. Allora perché studiare 8 ore al giorno se poi non permettiamo alla nostra chitarra di parlare?
Come ci si accorge del troppo riverbero?
Un buon metodo per accorgersi se il vostro Mix sta annegando nel riverbero è semplicemente quello di silenziarlo. Se improvvisamente riuscite a sentire cose che prima sembravano sommerse, significa che ne state utilizzando troppo. Ricordate che non è necessario che il riverbero sia eccessivamente evidente perché funzioni …
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