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Ci dica sig. Brevettoni di che si tratta?
Sì tratta di ZOT. E’ un oggetto da utilizzare durante lo studio. Con il suo funzionamento, ZOT, rende in breve tempo il musicista veloce e preciso nell’esecuzione.

Mmh, come può essere così certo di tali risultati.
Ne sono certo perché ZOT agisce direttamente sulla causa per la quale non si riesce a raggiungere la velocità.

Mmmhh, quale sarebbe?
E’ molto semplice: studiare ad una velocità troppo elevata. Mi spiego meglio: molti NON studiano a quella velocità che permette di commettere ZERO ERRORI.

Perché è così importante non fare errori? Lo vuole spiegare ai nostri lettori?
Certo sig. Curiosoni! Glielo spiego tosto. Deve solo immaginare di essere un trapezista.

Un trapezista?
Sì, un trapezista spericolato che si esibisce ogni sera senza la rete.

Va bene, sono un trapezista, e mi esibisco senza rete!
Come tutti i giorni, il trapezista si allena. Ed ovviamente, in fase di allenamento, la rete c’è: così se dovesse sbagliare, si risolverebbe tutto con una semplice culettata.

Eh già, sono spericolato ma non pirla!
Ecco che sale in cima al trampolino per allenarsi. Si lancia nel vuoto. Esegue una fantastica piroetta e … woops … manca il trapezio e cade!!! Per fortuna siamo in allenamento! In serata, quando la rete non c'è, non sarebbe andata così!

Già, sono proprio fortunato! Ma dove vuole arrivare?
Voglio arrivare al seguente quesito: quale è il suo atteggiamento di fronte a tale errore? Dice "pazienza, è solo un errore" e ci riprova oppure si ferma, riflette e analizza il motivo per cui è avvenuto e fa di tutto per sistemarlo prima di procedere?

MI FERMO E RIFLETTO! POI RIPASSO TUTTO E MI PERFEZIONO. Non mi butto più finché non ne sono sicuro! La posta in gioco è troppo alta. Non voglio correre rischi!
Bravo sig. CURIOSOTTI, ora mi dica: che differenza passa tra un trapezista e un chitarrista oltre al fatto che una si lancia dal trapezio e l'altro suona la chitarra?

Non lo so!
Glielo dico io: nessuna. Entrambi fanno spettacolo, mostrando le loro abilità. Per fare questo, entrambi devono garantire performance perfette. Ora, invece, che differenza passa tra l’allenamento di un trapezista e quello di un chitarrista?

Ancora non lo so!
Una differenza enorme: il peso dell’errore! Questo grava molto più pesante sulle spalle del trapezista. Il motivo è ovvio: il trapezista che sbaglia nelle prove, sa che se avesse commesso lo stesso errore durante lo spettacolo, avrebbe rischiato la vita. Quindi non si può permettere di commettere errori neanche durante l'allenamento. Deve studiare con ZERO ERRORI. Invece, se il chitarrista, studiando troppo veloce, commette un errore, non è costretto da forza maggiore a rallentare la velocità. Invece dovrebbe. Intendiamoci, non dover rischiare fisicamente è una fortuna, ma in questo caso è meno educativo. Se rischiasse come il trapezista, andrebbe lentamente per garantirsi zero errori.

Ora ho capito. Ma cosa c’entra l’elettrodo?
Mi sono detto "Se invento un oggetto che aiuta i chitarristi ad accorgersi palesemente dell’errore, e suggerisce di rallentare ogni volta, darò la possibilità a tutti i chitarristi di diventare veloci”. Così è nato !

E come funziona?
E' un elemento metallico, un elettrodo, che deve essere “infilato… nel popò”.

Un elettrodo nel popò? Che roba assurda è mai questa?
Sì. Ogni volta che si commette un errore di esecuzione esso rilascia una piccola scarichetta: appunto !

Geniale!
E per renderlo customizzabile l'ho dotato di vari preset. Il chitarrista può dunque decidere di impostarlo sulle:
  • note sbagliate
  • note incerte
  • note fuori tempo
  • corde che risuonano in sottofondo
Anche l’intensità della scarichetta può essere regolata. Personalmente consiglio l’impostazione globale (controllo totale) con scarichetta massima. E’ un po' fastidioso impostato in questo modo, ma, mi creda, permette di raggiungere velocità FULMINANTI!!! è il futuro!

Come stanno andando le vendite?
Alla grande! Ricevo ordinazioni da tutto il mondo ed ho calcolato che entro il 2001 ogni chitarrista possiederà uno !!

Grazie sig. BREVETT0NI corro subito a comprarne uno per me e uno per mia moglie. Sa, lei è una brava batterista, ma tira un po' avanti dopo i lanci. Chi sa che dopo qualche scarichetta…!

Morale
Quando mi viene chiesto quale è il vero trucco per diventare veloci, racconto sempre questa mia storiella. ZOT è un attrezzo virtuale e brutale, ma questa storia diverte e funziona spesso. Con essa, più che con tanti esercizi, sono riuscito a far raggiungere la velocità a diversi ragazzi. Spero possa essere d'aiuto anche a voi per comprendere e convincersi che, per diventare veloci, la strada migliore e più breve è non fare errori mentre si studia. So bene che è faticoso, meno divertente e richiede disciplina. Ma ci tengo a ribadirlo: quando si tratta di velocità, non esiste altra strada! ZOT a tutti. A me più di tutti!!!

Come hai sviluppato la tua velocità? "Avevo un’insegnante russa che non spiaccicava una parola di inglese. Semplicemente si sedeva accanto a me, con un righello, e me lo picchiava in faccia ogni volta che commettevo un errore..."
Eddie Van Halen. Guitar Player. Aprile 1980.

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